L’arte pittorica del marmorino a calce era già nota in Italia secoli e secoli fa, nel Cinquecento. Ad attuarla un gruppo di bravissimi tinteggiatori per la decorazione di sontuose abitazioni e lussuose ville. Il marmorino è uno specifico tipo di intonaco, la cui superficie è brillante oltre che liscia. Questa particolare tecnica è considerata ancora oggi una finitura di eccellente valore. Il suo nome deriva dall’effetto finale, il quale ricorda parecchio le lastre di marmo

 

Marmorino a calce: che cos’è e quando vi si ricorre

 

Si tratta di un rivestimento murale per esterni ed interni a base di un legante minerale. Esso dà modo di ottenere una finitura parecchio simile a quella degli antichi edifici di Venezia; generalmente vi si ricorre quando l’utilizzo delle lastre di marmo risulta pressoché impossibile, dati i costi troppo elevati. 

 

Il fondo ideale per la tecnica del marmorino è la calce

 

All’applicazione dello stucco, una reazione chimica va a saldare i due strati separati, incrementando notevolmente la longevità. Tale tecnica sia particolarmente efficace su intonaci:

 

  • nuovi premiscelati finiti a civile;
  • deumidificanti;
  • vecchi in calce e gesso;
  • civili in malta bastarda.

 

Il legante ideale: resistente e valido contro gli attacchi biologici

 

Il legante nel marmorino è costituito da calce o, in alternativa, calcina o grassello di calce. Un materiale resistente e di comprovato valore contro gli attacchi biologici. Per ricavare il marmorino, la calce, da impiegare assieme ai pigmenti colorati, dovrebbe stagionare circa 6 mesi. Ma i vecchi del mestiere parlano addirittura di tre anni; ciò fa capire quanto tale metodologia sia oggi difficilmente attuabile alla perfezione. Per ovviare al problema in commercio sono presenti appositi stucchi e prodotti già preconfezionati e pigmentati. 

Le ditte di imbiancatura adoperano la tecnica del marmorino specificamente su superfici in cartongesso e intonaci per eliminare l’umidità. 

 

Attualmente diverse famiglie, interessate a rinnovare le mura della loro abitazione, chiedono però espressamente la finitura con marmorino a calce. I parecchi punti a favore hanno provocato la sua ampia diffusione. In ogni caso, invece di improvvisarsi imbianchini senza arte né parte, è di gran lunga meglio chiamare un vero professionista. Certe conoscenze, certe competenze sono assimilabili solo attraverso l’esperienza. 

 

Marmorino a calce: come applicarlo

 

Un’impresa seria e affidabile sa perfettamente che prima di intraprendere la pitturazione marmorino a calce vadano seguiti alcuni controlli preliminari. Si assicura che il muro non presenti crepe, onde evitare di mandare a monte il lavoro che poi verrà eseguito. 

Effettuata la prima passata di pittura col pennello, bisogna procedere con il rullo su tutte le facciate, dando due mani. Indicativamente il tempo di asciugatura è di circa 12 ore. 

 

Il giorno successivo avviene la vera e propria preparazione. Normalmente il prodotto è commercializzato in contenitori di plastica, dove la tintura va versata e rimescolata. Conclusa la fase, si può finalmente cominciare con l’applicare marmorino. Il preparato si distende lungo l’intera parete e con una spatola sono levigati i rialzi formati. I movimenti devono avvenire in un’unica direzione.

Si attende che le pareti asciughino e, una volta fatto ciò, si passa il secondo strato di marmorino. 

 

Ma la materia è da distendere con la spatola, eseguendo dei movimenti intrecciati. Infine, non appena i muri non risultano più “appiccicaticci”, si modella con una spatola pulita. Difatti il marmorino avrà ormai assunto una consistenza molto simile alla pasta da plasmare. Terminato ciò, come “scudo protettivo” si applica la cera carnauba. Il trattamento richiede indicativamente 24 ore di attesa, il necessario affinché la facciata sia totalmente asciutta. Con movimenti circolari e una spugna la cera è stesa. Questo step conferisce un colore brillantissimo alla propria parete. 

 

Come conservare la brillantezza del marmorino

 

La conservazione del marmorino lucido in ottimo stato è importante tanto quanto l’applicazione. E anche qui, invece di fare di testa propria e gettarsi allo sbaraglio, è bene rivolgersi ad un pittore edile professionista. Comunque per lucidare al meglio il marmorino occorre dotarsi di un’americana in acciaio di grandezza media, di un panno di lana e delle phon. 

 

Successivamente si appoggia l’americana di acciaio su un lato di taglio formando un angolo di circa 45° con il muro; strofinando con forza sulla superficie nella direzione voluta. Le americane devono sempre andare nella medesima posizione. 

 

Si prende poi il phon, il panno e si accende l’aria al massimo calore, da indirizzare sulla parte da pulire. Nel mentre si strofina con il pezzo di lana, eseguendo dei movimenti circolatori. Grazie ai due passaggi le pareti in marmorino a calce riacquisteranno brillantezza e saranno dunque lucide come se fossero state da poco pitturate.